Il Villaggio Dei Dannati < 100% PLUS >
Valcupa non era sulle mappe. Era un grumo di case in pietra aggrappate a un costone dell’Appennino, dove la nebbia non si alzava mai del tutto. I pochi che ci passavano ricordavano solo il silenzio. Un silenzio innaturale, come se anche gli uccelli avessero paura di cantare.
Ecco un racconto originale ispirato a quel tema, ambientato in una sperduta località italiana. L'Ombra di Valcupa Il villaggio dei dannati
Per approfondire le atmosfere e le trame dei capolavori cinematografici che hanno ispirato questo genere di storie: Valcupa non era sulle mappe
Elias, il medico del villaggio, fu il primo a capire. Una sera, mentre cercava di medicare il piccolo Pietro per un graffio, sentì una pressione improvvisa contro le tempie. Non fu un pensiero, ma un comando. Lasciami , sentì vibrare nella mente. Elias lasciò cadere la garza, le mani paralizzate da una forza invisibile. Il bambino lo fissò con i suoi occhi cerulei, che per un istante brillarono di una luce metallica. Un silenzio innaturale, come se anche gli uccelli
Tutto era iniziato dieci anni prima, durante quella che i giornali chiamarono "La Grande Assenza". Alle 10:14 di un martedì di ottobre, ogni essere vivente nel raggio di tre chilometri era caduto in un sonno profondo. Uomini sui trattori, donne al mercato, persino i cani da caccia: tutti svenuti per sei ore esatte. Quando si svegliarono, nulla sembrava cambiato. Ma nove mesi dopo, in un solo giorno, nacquero dodici bambini.
Erano diversi. Bellissimi, ma di una bellezza che gelava il sangue. Avevano capelli color del ghiaccio e occhi di un azzurro così pallido da sembrare quasi bianchi. E non piangevano mai. Mai.
Elias sentì la propria volontà sbriciolarsi. Le sue gambe iniziarono a muoversi da sole, riportandolo verso il centro del villaggio. Non poteva gridare, non poteva opporsi. Mentre camminava, vide le luci delle case spegnersi una a una.